Terme Romane

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    LE TERME ROMANE DI MATELICA

Le terme pubbliche dell’antica Matilica erano ubicate presso il decumanus, la strada romana che attraversava da est ad ovest la città, l’attuale via Umberto I.

Il complesso termale risalente probabilmente ai primi secoli dell’impero (I-II sec.d.C.) con rifacimenti successivi, si organizzava intorno ad un grande cortile centrale, rinvenuto in buona parte al di sotto della platea, dal quale probabilmente si accedeva ad una serie di ambienti funzionali al percorso termale.

Gli unici visibili al di sotto del palcoscenico sono una vasca in cocciopesto, impostatasi al di sopra di una precedente vasca in marmo con inserti a mosaico, ambienti con suspensurae, cioè con “pavimenti sospesi” che, sorretti da pilastrini di mattoni, coprivano l’ipocausto (dal greco hypokàio= brucio sotto), lo spazio vuoto sotto il livello di calpestio dei pavimenti in cui circolava l’aria calda proveniente dal forno, localizzabile nelle terme di Matelica presso il limite sud-est dell’area  e una vasca per bagni con fondo di tessere bianche delimitata almeno su due lati da banchine, di cui una sola conservata, successivamente riadattata ad ambiente con ipocausto ed attraversata, come gli ambienti adiacenti, da un muro tardo.

Il vano con mosaico è affiancato da un condotto fognario che doveva sfruttare anche il continuo flusso idrico proveniente dalla vasca per agevolare lo spurgo delle acque reflue dell’impianto termale. 

 

I ROMANI E LE TERME

L’architettura termale di età romana si rifà a quanto descritto nel I sec.a.C. da Marco Vitruvio Pollione nel De Architectura (lib.V, cap.X), con la sequenza degli ambienti principali del tepidarium (stanza per il bagno tiepido), del calidarium (stanza per il bagno caldo) e del frigidarium (stanza per il bagno freddo).

Il percorso termale prevedeva la prima tappa nello spogliatoio, dove i frequentatori lasciavano i propri effetti personali. Quindi potevano scegliere se dedicarsi agli esercizi fisici nel cortile adibito a palaestra o farsi fare un massaggio. Accedevano poi in una sala moderatamente riscaldata per acclimatare i loro corpi al calore (tepidarium), quindi potevano entrare in una stanza adibita a sauna (sudatarium) e da qui nella successiva stanza calda (calidarium) dove si potevano ripulire del sudore in un bacino d’acqua (labrum) o in una vasca (alveus).

Il tepidarium e il calidarium erano collegati tra loro: nelle due sale il calore veniva diffuso da focolari posti nel praefurnium, in relazione diretta con il calidarium, che comunicavano con gli ipocausti. Dal tepidarium si passava al calidarium e da qui al frigidarium, la cui funzione nelle terme di Matelica doveva essere svolta inizialmente, prima di essere trasformata in ambiente riscaldato, dalla vasca con mosaico di tessere bianche, dove la visita alle terme terminava probabilmente con un’abluzione finale in acqua fredda.

Gli edifici termali erano ornati da mosaici, da marmi, da affreschi e stucchi nella parte superiore delle pareti e sui soffitti. L’arredo era costituito da statue, fontane, bracieri in metallo, panche in metallo o in marmo.

 

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI

Durante i lavori di ristrutturazione del teatro comunale “G.Piermarini” (già teatro condominiale), iniziati nel 1983 e terminati con la riapertura del teatro nel 1995, sono emersi ambienti e strutture di un impianto termale di epoca romana  costruito sopra un insediamento pre-romano.

Nel 1987, nell’ambito dello stesso cantiere, sono state rinvenute al di sotto della platea le fondazioni di una struttura più antica  consistenti in murature di fondazione realizzate con ciottoli fluviali e pietre, oltre a buche circolari, strati con tegole del tetto e frammenti parietali di argilla essiccata relativi al rivestimento originario della struttura in legno delle pareti. I dati forniti dai materiali recuperati nello scavo, tra cui alcuni frammenti di ceramica attica a figure rosse, hanno permesso di datare la struttura al V sec. a.C. Nel 1997 in occasione del rifacimento dell’acquedotto cittadino lungo via Umberto I è avvenuta la scoperta dei vani d’ingresso delle terme.

 

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