Palazzo Malcavalca

Palazzo Malcavalca

Numerosi sono gli studi circa le caratteristiche storiche del territorio in età medievale e non più rari sono invece i testi in cui compaiono notizie specifiche circa Palazzo di Esanatoglia dalle sue origini ad oggi.

“il Castello (di S. Maria) con tutte le sue pertinenze particolarmente con quella parte del territorio che si estendeva dalla cima del monte Pero in linea retta alle Montagne di Somaregia, indi pel fosso di Cafagio fino a Santanatolia, e di lì al fiume di Acujano (usque in rivum acujani)” riservandosi il giuspatronato tanto della chiesa di S. Maria, quanto di quella di S. Biagio e di San Salvatore della valle di Acujano, della Villa cioè, del Palazzo di Esanatoglia”.

Un Raniero Malcavalca della Rocca risulta tra i consoli o podestà di Matelica dell’anno 1213, aspetto che sottolineerebbe come i Malcavalca/Cavalca avessero possedimenti vicini a Matelica.
A rafforzare l’ipotesi dei Cavalca abbiamo ancora oggi l’edificio più significativo di Palazzo porta il loro nome.

Dopo la metà del Quattrocento la presenza di maestri lombardi e stranieri nella zona e nel castrum, potrebbe non essere estranea alla tecnica muraria delle volte a crocera ed a botte o alle linee nitide degli edifici di Palazzo.

Malgrado eventi calamitosi che colpiscono la comunità (carestia nel 1590 e 92 terremoti nel Settecento, ancora carestie ed alluvioni), nel Breve di Clemente XIII (8 luglio 1766) Esanatoglia è definita “terra cospicua”.

Palazzo, centro di interessi strategici ed economici nel passato, centro, già nel 1960, di una Azienda di Stato, ad oggi è si presenta con una parte abitativa di proprietà privata, mentre il territorio circostante è di pertinenza della Regione Marche: il tempo ha ridato alla natura ed alle sue creature quanto l’uomo, da più di mille anni ha goduto e plasmato secondo la sua volontà e le sue esigenze;

ma il Palazzo fortificato, le vie, gli edifici in pietra squadrata, la torre mozzata, le porte, meritano una ancora più completa lettura della loro storia. Il castello o fortificazione di Palazzo è un nucleo di poggio posto in una vallata dell’Appennino umbro-marchigiano, dove sfrutta un rilievo del fondo valle profondamente solcato dal torrente montano omonimo, affluente dell’Esino. Strategicamente il sito permette il controllo della tortuosa via che da Esanatoglia conduce a Fiuminata.

Come sempre la storia intreccia le sue teorie ed affonda le sue convinzioni nella ricerca continua di verità documentate. In attesa di ciò la certezza è che Palazzo, sapientemente recuperato e reso funzionale oggi rappresenta un luogo unico per poter godere del paesaggio, della sua biodiversità, della gradevolezza dell’opera dell’uomo che nei tempi ha forgiato gli elementi trasformandoli in sapienti opere murarie. Sale riunioni, sale espositive, percorsi ed esperienze, Palazzo oggi è tutto questo e domani ancora di più.

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