La Via della Carta: Pioraco – Camerino

La Via della Carta: Pioraco – Camerino

La Via della Carta: Pioraco – Camerino

Durata: 4,40 h (da Pioraco) | 4,30 h (da Camerino)
Dislivello: +632 m (ascesa totale da Pioraco) | +464 m (ascesa totale da Camerino)
Difficoltà: Escursionistico (E)
Lunghezza: 12,5 km
Partenza: Municipio di Pioraco, Pioraco | Via Dante Alighieri (circa sotto Rocca Borgia), Camerino
Arrivo: Via Dante Alighieri (circa sotto Rocca Borgia), Camerino | Municipio di Pioraco, Pioraco

DA CAMERINO A PIORACO

Immaginate di tornare indietro nel tempo, e di vedere il paesaggio con gli antichi percorsi che collegavano Camerino ai vicini paesi, a cui era legata per motivi di difesa, per il commercio della carta, per fede o per diletto. Attraverso la Via della Carta, riscopriamo un po’ di questa storia. Come quella del piccolo drago, visibile nella filigrana in uno dei documenti più antichi delle cartiere di Pioraco, scelto come simbolo per indicarvi la strada. Una volta scesi verso Madonna delle Carceri si raggiungere loc. Calvie. La strada continua fino ad arrivare alla fraz. Seppio, e superata la Chiesa di Fonte Venere, attraverso strette strade secondarie poco transitate, si giunge a Pioraco.

CENNI STORICI

Un particolare dinamismo economico connota Camerino e il suo territorio nei secoli in cui si sviluppa il pellegrinaggio lauretano. Con il supporto tecnologico, finanziario e commerciale di cittadini e mercanti della città sorgono a Pioraco decine di gualchiere per la produzione del nuovo materiale scrittorio: la carta bambagina, in uso crescente in Italia e in Europa. I due centri, legati da un inscindibile rapporto di complementarietà ambientale e produttiva, erano direttamente collegati da una strada percorsa da merciai e mercanti, cenciaioli e maestri cartai: “la via della porta Angelescha che va ad Pioracho”, soggetta a cura costante e in parte “mactonata”, che consentiva di raggiungere in modo rapido e agevole le attive gualchiere. L’ antico tracciato è oggi parzialmente praticabile e si è imposta, nel primo tratto, un’alternativa transitoria.

 

DA PIORACO A CAMERINO

Pioraco è un piccolo paese incastonato tra i monti, ricco di natura e di percorsi storici, come la via Francescana, in un delicato rapporto fra modernità e passato. È il paese delle acque, pure del fiume Potenza e dello Scarzito, delle preziose storie, come quella della carta, e del legame antico con i da Varano, che qui possedevano le gualchiere. Storie come quelle del piccolo drago, riportato in filigrana in uno dei documenti più antichi della cartiera di Pioraco, che oggi ci indica la Via della Carta. Dal centro si scende per l’antica via Camellaria, e passata la Chiesa del SS. Crocifisso, per strade secondarie, si arriva alla fraz. Seppio, per poi continuare verso Camerino.

CENNI STORICI

L’antico insediamento, posto in età romana lungo un frequentato diverticolo della Flaminia, assume in età medievale la fisionomia di centro manifatturiero di rilevanza nazionale ed europea. Fin dal Duecento vi si produce carta destinata all’esportazione nei grandi mercati del tempo, con il supporto tecnologico, commerciale e finanziario della contigua Camerino, con cui condivide per secoli la gestione del complesso sistema produttivo. Il breve e suggestivo asse viario che unisce Pioraco a Camerino, via Seppio fino ‘all’antica porta Angelesca’, nel Medioevo e nella prima età moderna aveva un duplice ruolo: quello di “via della carta”, che affluiva copiosa nei numerosi fondaci della città, e di innesto con l’antica via romano-lauretana. Quest’ultima era frequentata da numerosi pellegrini in direzione delle “città sante” di Roma e Loreto, in un’epoca in cui declinava il ruolo strategico della Flaminia e dei suoi diverticoli. Ad oggi non abbiamo tracce della porta Angelesca, ma rimane un accesso alla Città da fuori mura.

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