4° Tappa – Da Passo di Treia a Santa Maria in Selva

4° Tappa – Da Passo di Treia a Santa Maria in Selva

4° Tappa – Da Passo di Treia a Santa Maria in Selva

Da Passo di Treia si continua per quella che sarà l’ultima parte di questa antica via, per giungere a S. Maria in Selva. Affrontato un primo tratto di S.P.361, la Septempedana lascerà in breve spazio a strade secondarie e carrarecce, lungo le campagne coltivate. Si scopriranno quei bei percorsi che spesso si mostrano fra la montagna e il mare, preziosi come il loro racconto. Strade che ricordano la storica necessità di creare collegamenti, e il  bisogno di esprimere quella fondamentale unione fra i silenziosi luoghi delle alture e le movimentate valli, attraverso i borghi collinari. Il percorso è facilmente percorribile e adatto ad ogni livello di abilità.

 

Cenni Storici

 

Il Passo di Montecchio (oggi Passo di Treia) dista pochi chilometri dall’antica Trea, colonia militare e municipio romano posto sulla cresta di una collina da cui si domina un vasto orizzonte dall’Appennino all’Adriatico. Nel Medioevo, allorché si circonda di imponenti mura, Trea muta il nome in Monticulum, quindi Montecchio. Il Passo, disposto lungo un asse viario frequentatissimo da soldati, capitani, avventurieri, è attraversato nel 1382 dall’esercito di Luigi I d’Angiò e Amedeo VI di Savoia in viaggio da Ancona a Camerino. Negli ultimi secoli del Medioevo è luogo di ristoro e alloggio dei pellegrini in transito verso o da Loreto, che avevano come punto di riferimento anche il vicino convento dei Clareni di Valcerasa.

 

 

DA SANTA MARIA IN SELVA VERSO LA VIA LAURETANA CINQUECENTESCA

Si è giunti al termine dell’Antica via Romano-Lauretana, ma non è la fine del cammino. Si dovrà continuare come continuano sempre le storie importanti, per arrivare dove i due percorsi, l’antica via medievale e la via cinquecentesca, si uniscono nuovamente fino a Loreto. L’intero cammino perso nel tempo, da Serravalle di Chienti fino a Loreto, è stato ricucito e reinterpretato attraverso la nuova visione simbolica e funzionale dei paesaggi attraversati. Tornati sulla S.P.361 si giunge allimportante sito archeologico di Helvia Recina, a Villa Potenza di Macerata. Si torna poi a camminare vicino al fiume Potenza, fino ad incrociare la prossima segnaletica del Cammino Lauretano.

 

Alcuni Cenni Storici su Santa Maria in Selva

 

Il nome dell’attuale chiesa, edificata sulle rovine di un edificio costruito nel 1042, deriva dalla remota presenza di estese selve e fitti boschi lungo le rive del fiume Potenza e sul pendio delle colline circostanti. Nel 1096 fu aggregata all’Abbazia di Rambona, luogo di riferimento importante per lo sviluppo religioso e culturale della zona. A pochi chilometri è situato il Passo di Macerata (oggi Villa Potenza), punto d’incontro fra il tracciato medievale e la via tardo cinquecentesca, fatta realizzare da papa Gregorio XIII in prossimità dell’anno giubilare 1575 per rendere carrozzabile il percorso fra le “città sante” di Roma e Loreto. Per quanti vengano da Loreto, qui ha inizio il tracciato lungo il quale si sono incanalate miriadi di pellegrini diretti a Roma fra il Basso Medioevo e la prima età moderna. Si tratta di un segmento particolarmente suggestivo della “via dritta” che congiungeva Loreto con la capitale della Cristianità, inserito nella rete internazionale dei pellegrinaggi medievali, che consente di conoscere luoghi di notevole importanza religiosa come il convento di Renacavata nei pressi di Camerino, culla dell’Ordine dei Cappuccini e, toccando piccoli borghi e importanti città d’arte come San Severino Marche e Camerino, di raggiungere la dorsale appenninica.

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