1° Tappa Antica Via Romano Lauretana – Da Serravalle di Chienti a Camerino

1° Tappa Antica Via Romano Lauretana – Da Serravalle di Chienti a Camerino

1° Tappa Antica Via Romano Lauretana – Da Serravalle di Chienti a Camerino

Qui inizia quella parte del cammino che storicamente, lasciata la valle del Chienti, passava per i monti per giungere a Loreto. Con alle spalle le nobili fortificazioni che anticamente controllavano il passaggio obbligato di pastori e pellegrini, si entra in un ambiente ricco di vegetazione, che dà spazio a meravigliosi scorci panoramici. Giunti a Gelagna, il percorso continua su strade secondarie per entrare in uno scenario armonioso di colline e passaggi fra campi coltivati, attraversa Arnano e Morro fino a giungere a Camerino. Il percorso escursionistico è adatto ad ogni livello di abilità e richiede una buona attitudine al cammino.

 

Cenni Storici

 

Dal Basso Medioevo sino alla fine del ‘500, questa strada è stata percorsa da una miriade di pellegrini diretti al Santuario di Loreto attratti dalla reliquia della Santa Casa. Un tratto particolarmente suggestivo della “via dritta” tra Roma e Loreto, definita dalle fonti “la più breve e agevole”. Inserita nella rete internazionale dei pellegrinaggi medievali, la via attraversa luoghi di importanza storica e religiosa. A Serravalle di Chienti di notevole pregio è la Basilica di S. Maria di Pistia, eretta nel 1100 sulle rovine dell’antica città romana di Plestia. L’Altipiano ove sorge la Basilica, era un punto cruciale per chi attraversava l’appennino, luogo di incontri e scambi commerciali, connesso alle transumanze e al pellegrinaggio. La via continuava poi fino al Castello di Serravalle, quindi per la “valle Serrata” fino all’Ospizio dei Pellegrini e, attraversate le torri di Bavareto, saliva per Gelagna Alta.

 

Tratti Intermedi

 

1-FRAZ. GELAGNA

Percorsi 2,8 km dalla partenza, si giunge a Gelagna.

Nucleo abitativo strategico lungo l’Antica Via Romano-Lauretana, Gelagna (oggi Gelagna Alta) ha rappresentato per secoli un importante luogo di transito per pellegrini, viaggiatori e mercanti. Qui potevano sostare, trovandovi adeguato ristoro e abbondante presenza di acqua, con fontane e abbeveratoi, tra i quali resta tangibile il fontanile-lavatoio pubblico al centro della piazza. Vanno segnalati, fuori dal paese, i ruderi della vecchia Posta, e la Chiesa di San Biagio dedicata al Santo Patrono e ristrutturata nel 1970, la cui origine è legata alla Signoria dei da Varano. Inoltre, situata al centro del borgo, quale preludio alla meta finale, la Chiesa intitolata alla Madonna di Loreto, testimonianza di una profonda devozione mariana. Questi luoghi erano caratterizzati dalla presenza di mulini ad acqua, di cui oggi resta un’interessante testimonianza a Gelagna Bassa.

DATI TECNICI

  • Distanza rimanente alla fine della tappa: 10,2 km
  • Dislivello totale in ascesa:  378 mt
  • Dislivello totale in discesa: 504 mt
  • Tempo di percorrenza: 3,40 h
  • Difficoltà : E

 

 

2-FRAZ. ARNANO

Proseguendo per 2,2 km si attraversa Arnano.

Situato alle falde del Monte Igno, ricco di ottima acqua che sgorga da diverse sorgenti, il piccolo borgo di Arnano ha vissuto nel basso Medioevo il periodo più fiorente: i suoi abitanti erano dediti da tempi immemorabili alla produzione di cotti d’argilla. Ma la sua notorietà è legata soprattutto alla presenza, nella Chiesa di San Cristoforo, di un notevole patrimonio pittorico con la raffigurazione della Crocifissione e San Cristoforo, patrono dei pellegrini, di una Madonna della Misericordia e altre figure di santi, di autore ancora ignoto nonostante i recenti tentativi di attribuzione: la critica lo ha definito il Maestro di Arnano e lo ha inserito “tra i migliori del secondo periodo della Scuola pittorica camerte” (Bittarelli 1976). A seguire, un suggestivo particolare del complesso pittorico.

DATI TECNICI

  • Distanza rimanente alla fine della tappa: 8,0 km
  • Dislivello totale in ascesa:  330 mt
  • Dislivello totale in discesa: 402 mt
  • Tempo di percorrenza: 3,00 h
  • Difficoltà: E

 

 

3-FRAZ. MORRO

Percorsi i 2,7 km successivi, la frazione di Morro si presenta ai pellegrini.

La prima carta di Fonte Avellana, datata 975, fa menzione del locus qui dicitur Morru, nel comitato di Camerino. Si tratta di una delle più remote testimonianze della sua esistenza, avvalorata dalla collocazione strategica lungo l’asse viario Spoleto-Camerino, in mano longobarda fin dal VII secolo e, successivamente, nei collegamenti interregionali di natura sia politico-commerciale che religiosa. Assieme alla finitima Casale, nel pieno Cinquecento contava sessanta famiglie e circa quattrocento persone, a conferma della sua intatta funzionalità. Provenendo da Roma, alla sua destra si apre un percorso particolarmente suggestivo, fra ali di querce secolari, che conserva i tratti dell’antico tracciato, percorso per oltre un millennio da viaggiatori, armigeri, mercanti e lungo il quale s’incanalano, al partire dal XIV secolo, migliaia di pellegrini in transito fra le “città sante” di Roma e Loreto.

DATI TECNICI

  • Distanza rimanente alla fine della tappa: 5,30 km
  • Dislivello totale in ascesa:  246 mt
  • Dislivello totale in discesa: 193 mt
  • Tempo di percorrenza: 2,00 h
  • Difficoltà: E

 

 

4-PORTA SAN GIACOMO

I penultimi 4,3 km fanno giungere il pellegrino letteralmente alla porta di Camerino (Antica Porta San Giacomo, ora Porta Malatesta). Da qui rimarrà un ultimo km da percorrere, e che attraversa tutta la cittadina, prima di concludere la tappa.

L’antica porta, dal XIV al XVII secolo, consente l’ingresso di una moltitudine di pellegrini diretti a Loreto mentre nei secoli più remoti assiste al passaggio, in direzione opposta, di quelli diretti verso la Francigena, inseriti nella rete internazionale del pellegrinaggio medievale. Nei pressi, incastonato nelle mura urbiche è situato il Convento di San Pietro di Muralto, roccaforte dell’Osservanza francescana, per il quale Carlo Crivelli dipinse nel 1489 una pala d’altare oggi smembrata e dispersa. Più tarda è la maestosa Rocca fatta erigere da Cesare Borgia nel 1503. Definita dalle fonti medievali civitas maior, al pari di Ancona e Ascoli, Fermo e Urbino, in base alla testimonianza dell’umanista Flavio Biondo, Camerino ha rappresentato, fra XIII e XV secolo, la più ricca e popolosa città della Marchia, aperta ai traffici e alle relazioni, ai pellegrini e ai mercanti, agli studenti diretti nel suo antico Studium e a una numerosa comunità ebraica, fondamentale sostegno per la sua fiorente economia mercantile e manifatturiera.

DATI TECNICI

  • Distanza rimanente alla fine della tappa: 1,0 km
  • Dislivello totale in ascesa:  85 mt
  • Dislivello totale in discesa: 60 mt
  • Tempo di percorrenza: 0,20 h
  • Difficoltà: E

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